I cereali fanno male al cane?

Vorrei tornare a rispondere a questa domanda che, nonostante ne abbia già scritto, tanti mi fanno. La risposta parrebbe ovvia, perché i cereali sono alimenti adatti agli animali GRANIVORI (lo dice la parola stessa), ma evidentemente non lo è visto che moltissime persone, in modo a volte non del tutto consapevole, danno ai loro cani un’alimentazione prevalentemente a base di cereali. Ebbene la risposta è sì, i cereali fanno male al cane. Ed il perché è ovvio, basta pensare a cosa è un cane. Il cane (Canis lupus familiaris) è la forma domestica del lupo, ed è dunque, al di la di ogni dubbio, un animale CARNIVORO. Ciò significa che tutto il suo apparato digerente è predisposto per mangiare carne. Intendiamoci bene, non solo la fettina come la intendiamo noi umani, ma la carne come la intende un lupo, cioè una preda intera. Se di piccola taglia, con tanto di ossa, cartilagini, grasso e interiora fresche. E da questo punto di vista è una macchina assolutamente straordinaria. Pensate che, in fase di digestione della carne, il suo stomaco può produrre succhi gastrici con un pH bassissimo, capaci di digerire perfettamente non solo i muscoli ma anche le cartilagini e le ossa delle prede di cui si ciba. I cereali, invece, sono tutta un’altra cosa, sono alimenti dolci.

Quando parliamo di cereali intendiamo non solo il grano, il riso, il mais e gli altri cereali nella loro forma base, il seme. Ma anche tutti i loro derivati cioè pane, pasta, riso perlato e raffinato, biscotti ecc… Questi alimenti sono tutti caratterizzati dall’avere un alto indice glicemico, per capirci meglio e più semplicemente un’alta concentrazione di zuccheri prontamente e facilmente assimilabili. L’assimilazione degli zuccheri avviene attraverso la produzione di insulina da parte del pancreas. Quindi, maggiore è l’indice glicemico di un alimento, maggiore è lo sforzo richiesto al pancreas per produrre alti quantitativi di insulina da liberare nel sangue. Il cane, vi ripeto, è un lupo domestico, è un carnivoro. Il suo corpo è programmato per mangiare prevalentemente carne, integrando la dieta con alimenti naturali contenenti sì zuccheri ma in forma molto meno concentrata e accessibile, con indice glicemico di gran lunga inferiore rispetto a quello dei cereali. Cioè frutta, verdura, radici e tuberi. Dare dunque al cane quotidianamente cereali, specie se in dosi massicce, vuol dire mandare il suo pancreas perennemente sotto sforzo e sottoporlo al grave rischio di sviluppare tutta una serie di malattie. Ma di questo vi dirò più avanti. Veniamo ora alla seconda domanda. Molte persone pensano che il cane, vivendo con noi da migliaia di anni, si sia adattato alla nostra dieta e quindi al consumo di cereali. Questo, però, non è vero. Gli uomini, infatti, fino a poco tempo fa non hanno mai dato i cereali ai cani. Storicamente, i cereali raffinati, le farine, sono sempre stati alimenti preziosissimi e tutt’altro che abbondanti. Gli esseri umani non ne avevano a sufficienza neppure per loro stessi e per i loro figli, figuriamoci se li davano ai cani! I cani per millenni nelle comunità umane sono stati pochi, nessuno poteva permettersi il lusso di tenere un grande carnivoro come animale da compagnia (tra l’altro nessuno sentiva il bisogno di compagnia supplementare!). Per essere accettati e nutriti i cani dovevano lavorare, essere produttivi. I cani servivano per la guardia e per questo dovevano essere pericolosi, lavoravano per i pastori o come aiuto fondamentale nelle attività di caccia. Ma, quindi, cosa mangiavano? Ebbene venivano nutriti con gli scarti di macellazione, cioè con quelle parti dell’animale inadatte al nostro consumo. E poi con tutta la carne che gli uomini non riuscivano a conservare. I frigoriferi non esistevano e per quanti sforzi si facessero capitava frequentemente che la carne andasse a male. Ecco allora che, non essendo più commestibile per gli uomini, veniva data ai cani. I cani sono in grado di mangiare senza nessun danno (anzi a loro piace molto!) la carne putrefatta o andata a male. Ѐ quello che noi facciamo con i formaggi ammuffiti, tipo il gorgonzola. Al resto della loro alimentazione provvedevano autonomamente, con la loro attività di caccia e di ricerca, essendo i cani carnivori opportunisti. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che fino a pochissimo tempo fa i cani vivevano liberi nelle nostre comunità e potevano, dunque, procurarsi autonomamente con l’esplorazione e la caccia una grande quantità di alimenti. Ѐ solo in seguito alla rivoluzione industriale e alla meccanizzazione dei lavori agricoli che i cereali sono diventati alimenti a basso costo. L’improvviso aumento del consumo di questi alimenti ha coinciso con la comparsa di moltissime patologie che prima erano praticamente sconosciute. Per citarne alcune: il diabete, l’obesità, le intolleranze alimentari, le allergie, la carie dentale. Queste patologie sono dapprima comparse nelle popolazioni umane industrializzate. E più recentemente tra i cani che vivono con loro e che fanno largo consumo di cereali raffinati. Per i cani, anzi, i danni sono anche superiori a quelli che si riscontrano nella popolazione umana. Il loro pancreas, infatti, è ancor meno del nostro adatto per produrre quotidianamente quantitativi massicci di insulina. Vedo molte centinaia di cani ogni anno e purtroppo mi tocca riscontrare che i cani che hanno un’alimentazione ricca di cereali hanno assai frequentemente e fin da giovanissimi problemi di intolleranze, allergie, dermatiti, sensibilità alimentare, dentatura sporca e alito cattivo, diarree ricorrenti, sovrappeso addominale, carenza di massa muscolare. Tra i cani che conosco che, invece, seguono un’alimentazione povera o priva di cereali e che mangiano quotidianamente adeguati quantitativi di carne cruda (carne come la intende un cane) queste patologie o sintomatologie sono rarissime. E del resto non c’è da stupirsene: i cani sono carnivori. Se volevamo nutrire il nostro pet con granaglie e cereali avremmo dovuto prenderci un criceto oppure un canarino! Non certamente un cane o un gatto, che sono ai vertici delle catene alimentari, sono raffinatissimi predatori e hanno nella carne il loro alimento base. Potete, dunque, capire la mia indignazione quando sento consigliare, a volte anche da parte di esperti o veterinari (laureati!), diete per cani basate sul consumo prevalente di cereali. Diete del tutto scorrette suggerite fin dallo svezzamento, in barba a ogni buon senso ed evidenza scientifica. Sottoponendo i loro assistiti al grave rischio di ammalarsi. E il mio dispiacere nel constatare come, a dispetto del grandissimo amore che la maggior parte delle persone nutrono per il loro cane, lo sottopongano ad una dieta assolutamente scorretta. Spesso addirittura senza neppure rendersene conto.
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